Guida·Sistemi e integrazione

Modulo del gestionale, portale su misura o piattaforma unica: le tre vie per la visibilità degli ordini

Non è sostituire il gestionale o collegarlo: sono tre vie diverse, con vantaggi e limiti diversi. Una in particolare rende i dati dei fornitori incomparabili tra loro.

Samuele Maistri · Fondatore, Dotline
Fotografia aerea notturna e cinematografica di diverse isole scure e isolate nell'oceano, collegate in sequenza da un unico filo di luce ciano che le attraversa una dopo l'altra, senza convergere in un centro unico.
Non un centro a cui tutti si adattano: un filo che le raggiunge tutte, così come sono.
In breve

Dare visibilità agli ordini lungo la filiera si ottiene in tre modi: estendendo il modulo di filiera già incluso nel gestionale del committente, costruendo un portale dedicato per ogni fornitore, o collegando i sistemi esistenti con una piattaforma unica. Le prime due vie tendono a frammentare i dati tra fornitori diversi; la terza li rende comparabili.

Due anni fa hai attivato il modulo di filiera del tuo gestionale: funziona bene con i tre fornitori più strutturati, quelli che hanno accettato di lavorarci dentro. L’anno scorso, per il fornitore più importante (quello che non prende nemmeno in considerazione l’idea di entrare nel tuo sistema), hai fatto costruire un portale su misura: costoso, ma finalmente vedi i suoi ordini. Il problema è che oggi hai tre modi diversi di vedere lo stato delle commesse, nessuno dei quali parla con gli altri due, e per avere un quadro d’insieme della filiera devi ancora incollare tutto a mano in un foglio, ogni venerdì.

Non hai sbagliato a provarci. Hai scelto, in tempi diversi, due delle tre vie realmente disponibili per dare visibilità agli ordini: nessuna delle due, da sola, è pensata per mettere insieme più fornitori in un quadro unico.

Quali sono davvero le opzioni per dare visibilità agli ordini lungo la filiera?

Sono tre, non due. Non è una scelta tra “sostituire il gestionale” e “lasciarlo com’è”: è una scelta tra tre modi concreti di rendere visibile lo stato di un ordine a chi compra e a chi produce.

ViaCos’èChi è costretto ad adattarsi
Modulo di filiera del gestionale (modello accentratore)Il committente estende il proprio ERP con il modulo che l’ERP stesso offre per la filieraIl fornitore, che deve entrare nel sistema del committente
Portale dedicato per ogni fornitoreSi costruisce un portale su misura per ciascun rapporto di fornituraChi lo costruisce e mantiene, una volta per ogni fornitore
Piattaforma unica che collega i sistemi esistentiUn livello legge e traduce i dati dai gestionali che ci sono già, di tutte le partiNessuno: ogni sistema resta al suo posto

La differenza che conta non è quanto costa la prima attivazione. È cosa succede quando i fornitori non sono uno, ma dieci, e quando non sono tutti uguali per dimensione, struttura e voglia di adattarsi al tuo sistema.

Cosa succede quando il committente usa il modulo di filiera del proprio gestionale?

Succede che il tuo ERP diventa il centro, e ogni fornitore deve entrarci per essere visibile. Funziona bene con i fornitori strutturati, che hanno le risorse per adattarsi a un sistema che non è il loro. Funziona male, o non funziona affatto, con i fornitori più piccoli o meno digitalizzati, che in una filiera manifatturiera italiana sono spesso la maggioranza, non l’eccezione.

Questo non è un dettaglio tecnico: è un limite organizzativo documentato. La bassa digitalizzazione delle imprese italiane, specie delle PMI, è riconducibile a tre fattori (competenze dei lavoratori, capacità manageriali e accumulo di beni immateriali) e la carenza di capacità manageriale spiega fino a un terzo del divario nell’adozione tecnologica tra Nord e Sud del paese. Chiedere a un piccolo terzista di imparare e alimentare il gestionale di un cliente più grande chiede esattamente la capacità organizzativa che, per definizione, gli manca di più.

Perché un portale dedicato per ogni fornitore diventa un problema, non una soluzione?

Perché ogni portale costruito su misura è un’isola diversa dalle altre. Il primo progetto risolve un rapporto specifico, e per quel rapporto funziona. Il problema arriva quando lo si ripete: il secondo portale ha un altro formato dati, un’altra interfaccia, un’altra logica di aggiornamento. Non solo il lavoro di costruzione si moltiplica per ogni fornitore: si moltiplica anche la manutenzione, a carico di chi lo ha commissionato.

Il costo più alto, però, non è quello di sviluppo. È che i dati tra un portale e l’altro non si parlano: non sono comparabili, non si possono aggregare in un quadro unico, non permettono nessuna analisi d’insieme sulla filiera. Hai visibilità su ogni singolo rapporto, presa a sé. Non hai una fotografia della filiera. È l’opposto esatto di “tutti vedono la stessa cosa”: ognuno vede la propria cosa, in un formato che nessun altro strumento sa leggere.

Come funziona una piattaforma unica che collega i sistemi esistenti?

Un livello di collegamento legge i dati che ogni gestionale espone già (ordini, avanzamento, conferme), indipendentemente da chi li produce, e li traduce in un formato comune. Nessuno entra nel sistema di nessun altro: il committente resta nel proprio ERP, ogni fornitore resta nel proprio gestionale o MRP, e la vista condivisa si costruisce sopra, non al posto di quello che già usano.

Questa via segue anche una logica di adozione digitale più solida delle altre due. Le tecnologie digitali che funzionano si adottano a pacchetti, non isolate: quasi il 60% delle aziende che adottano il digitale ne usano più di una insieme. Una piattaforma pensata per connettere, non per accentrare o per essere ricostruita da zero a ogni relazione, è coerente con questo dato: un modulo accentratore o dieci portali su misura no. E nella pratica commerciale, è spesso il committente a innescare il collegamento: le grandi aziende usano i propri uffici acquisti per spingere la digitalizzazione dei partner di filiera, con beneficio sia della singola PMI sia dell’intera filiera.

Cosa non copre ancora questa via?

Qui va detta la parte scomoda, perché è il punto in cui molti fornitori di software promettono compatibilità universale che non hanno. Le vie di collegamento realmente attive oggi sono due: l’estrazione diretta dai gestionali che espongono i propri dati tramite un motore di reportistica, e lo scambio di file in un formato concordato tramite trasferimento sicuro, per chi non ha quell’estrazione disponibile.

Questo non copre ogni gestionale del mercato. I sistemi molto chiusi, che non espongono dati né via estrazione né via esportazione controllata, restano oggi la sfida più dura da collegare, e dirlo qui vale più di una lista di “compatibile con tutto” che nessuna piattaforma piccola può davvero mantenere. La promessa realistica non è “ci colleghiamo a qualunque gestionale”: è che il gestionale verticale italiano, quello che nessun fornitore estero prenderà mai sul serio, è il problema centrale da risolvere per il mercato italiano: non un’eccezione da gestire in fondo alla lista.

Un ERP tiene i conti di cosa è stato deciso. Un modulo accentratore o un portale su misura ti fanno vedere un pezzo della filiera alla volta, ciascuno a modo suo. Una piattaforma unica fa vedere lo stesso stato, nello stesso formato, a chi compra e a chi produce, qualunque sia il gestionale con cui ognuno è partito.

Domande frequenti

Il modulo di filiera del mio ERP non basta già?
Funziona, se tutti i tuoi fornitori accettano di lavorare dentro il tuo sistema. Il limite è proprio questo: è il fornitore che deve adattarsi al tuo gestionale, non il contrario. Regge male con fornitori numerosi o poco strutturati, che spesso non hanno interesse o capacità a entrarci.
Perché non costruire un portale dedicato per il fornitore più importante?
Puoi farlo, e per un singolo rapporto complesso può essere l'unica scelta disponibile oggi. Il problema nasce quando lo ripeti per più fornitori: ogni portale è diverso dagli altri, i dati non si confrontano tra loro, e il quadro d'insieme della filiera resta da ricostruire a mano.
Una piattaforma unica sostituisce il modulo del mio ERP o i portali già costruiti?
No, li affianca. Legge quello che già passa dal modulo del gestionale o da un portale esistente e lo porta in un formato comune, leggibile da tutte le parti coinvolte, senza chiedere di abbandonare nulla di quello che già funziona.

Fonti

  1. Le grandi aziende usano spesso i propri uffici acquisti per spingere la trasformazione digitale dei partner di filiera, con beneficio sia della singola PMI sia dell'intera filiera.The digitalisation of SMEs in Italy, Banca Europea per gli Investimenti (BEI/EIB)
  2. La bassa digitalizzazione delle imprese italiane, specie le PMI, è riconducibile a tre fattori: competenze dei lavoratori, capacità manageriali, accumulo di beni immateriali. La carenza di capacità manageriale spiega fino a un terzo del divario Nord-Sud nell'adozione tecnologica.Perani, G., Closing the Italian digital gap: The role of skills, intangibles and policies, OECD Science, Technology and Industry Policy Papers, No. 126, 2022
  3. Le tecnologie digitali si adottano a pacchetti: quasi il 60% di chi adotta il digitale usa più tecnologie insieme.Perani, G., Closing the Italian digital gap: The role of skills, intangibles and policies, OECD Science, Technology and Industry Policy Papers, No. 126, 2022
Samuele Maistri
Fondatore, Dotline

Lavora con PMI manifatturiere italiane sull'integrazione tra gestionali e filiera. Ha fondato Dotline per rendere lo stato degli ordini una cosa sola, condivisa tra chi compra e chi produce.

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